Riflessioni & Oltretomba.

È quel periodo dell'anno in cui si riflette sulla vita e su ciò che c'è dopo (i lutti più importanti si concentrano in questo periodo). Per i greci l'Ade era un luogo ove vagare tristemente per sempre, come vecchi floppy da 8 pollici che nessuno legge più. Per i vichinghi un bar dove passare l'eternità a far rissa e vanterie (in compagnia di personaggi per cui sono importanti risse e vanterie e che spacciano certe cose come "valore"). Anche per molti altri miti sarebbe un luogo dove vige una condizione di eternità... Per i cristiani (e gli islamici e non solo) ci si ritroverebbe con le persone amate e si viene premiati per le ragioni più assurde (tipo non essersi fatti zaganelle... mi sa che sono fregato in partenza). Le cinquanta vergini? Sono generate apposta per me o sarebbero piombate a condividermi come se questo fosse il loro inferno (perché, diciamoci la verità, a me preferirebbero la copia -almeno fisica- di Jason Momoa se potessero scegliere)? Con quale corpo e facoltà mentali si varca il confine (mica che se si schiatta da invalidi o con demenza si resta tali per l'eternità)? A che età? Quella che preferiremmo o quella in cui si attraversa l'ultimo velo (allora Jim Morrison sarà un giovanotto agli inferi e Camilleri anziano e rugoso, ovunque sia stato destinato)? Si ritrovano le persone che noi amavamo nell'aldiqua? Anche quelle che non amavano noi? Per inciso, rovesciato, è come dover stare con qualcuno che ci vuole rivedere ma che noi non vorremmo affatto... assume un significato inquietante, tipo stalker eterni.

Più rifletto e mi documento sui miti dell'oltretomba di ogni cultura più spero che tutti quanti siano in errore (ma credo sia piuttosto probabile che sia così), dato che li trovo decisamente ridicoli se analizzati appena sotto la superficie.

Il paradiso? Ma cribbio: anche il mio piatto preferito mi stufa se lo mangio tutti i giorni, figuriamoci per l'eternità!

Eternità prima o poi è sempre noia (nella migliore delle ipotesi). Oppure condanna eterna che (vedetela come volete) è sempre sproporzionata rispetto a cosa si è commesso (perché eternità vuol dire miliardi di miliardi di miliardi di anni... e via verso l'infinito o qualcosa che tende a tale: ma fossero anche duemila anni... beh...).

Vista così capisco perché c'è chi si rivolta (ma trovo comunque sciocca quell'immagine: una rivolta eterna? Davvero? Robespierre forever? Ancora eternità? Aiutooooo. Ah, ma finisce, vero? D'accordo, se finisce (Ragnarok, Apocalisse, ecc.) c'è un dopo? E il dopo com'è? Torniamo con le stesse condizioni di eternità, gente magari indesiderata (a chi è che piacciono tutti? A me no di sicuro!), noia eterna (magari dopo grandi purghe di durata finita) o condanna eterna? O reincarnazione eterna (anzi: quasi, che raggiungendo il Nirvana si interrompe il ciclo, vero obiettivo finale)?

Per certi indiani pueblo, il cosmo sarebbe formato da diversi paradisi e diversi inferi. E noi saremmo in uno degli inferi (una delle ipotesi meno implausibili, guardandosi intorno), sebbene non il peggiore.

Poi c'è la variante romana (quella laica) del "tramandare ai posteri". Ma vedo che tutti sono tramandati con nomi e cose più o meno a caso (Monsieur De Lapalisse, grande generale, è tramandato per un errore marchiano di un ignorante che lesse la sua lapide e capì male, tanto per fare un esempio del tutto a caso; date all'umanità abbastanza tempo e capiterà a chiunque abbia un nome ricordato). Anche qui, che senso ha? Ricordato? Magari mi trattano a pesci in faccia in vita e davvero mi aspetto che abbia un significato un nome a caso che prima o poi viene storpiato da qualcuno dopo che me ne sono andato? Ma andiamo...

Chi ha ragione? Tutti? Nessuno? Uno? Ma allora chi? Ah, è vero: il vostro, che domande.

Opinione mia: nella migliore delle ipotesi nessuno ha davvero idea di cosa aspettarsi e butta lì le proprie speranze personali senza nemmeno riflettere granché. Ma credo che, a conti fatti, nessuno, nemmeno gli autori dei testi sacri, ci abbia mai capito un cazzo e basta, solo che con un "in verità in verità vi dico" qua e là, prima o poi qualcuno che spera che l'altro mondo sia meno merda di questo (e per moltissimi non sarebbe difficile) lo si trova.

Se davvero ci fosse qualcosa (e ne dubito fortemente) mi auguro sia almeno diverso, qualcosa di nuovo, ma totalmente nuovo, nuove esperienze. Magari meno difficili/dolorose (ma, anche qui, ahimè, non credo abbia a che fare con ciò che si fa in vita).

"Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia... Chi vuol esser lieto, sia... del diman non v'è certezza" (lo so, li ricordo un po' a cazzo, i versi di Lorenzo il Magnifico).

Fanculo a tutti gli aldilà: spero abbiano tutti torto!

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