Il fantasy, le armature e le battaglie

Da appassionato di Storia e di fantasy, spesso vengo colto dal disappunto per la disattenzione su certi dettagli trascurati da chi scrive fantasy, che sia nei libri o, soprattutto, per piccolo e grande schermo. Mi riferisco al modo pressapochistico con cui vengono trattate battaglie e scontri di gente in armatura.

Ci sono opere di pregio e altre scadenti, più o meno accurate, più o meno valide. Pur essendo disposto a perdonare una certa inevitabile semplificazione (per ragioni di racconto), tendo però a sopportare certi dettagli come la visita dal dentista: devi stare lì, ma non vedi l'ora che finisca.

LE ARMATURE INUTILI

Quante volte avete visto tizi in armatura completa infilzati come il tonno della vecchia pubblicità dal suo grissino? Ora, sui maghi e sui draghi mi potete dire un po' quel che volete, ma tra guerrieri... Viene da chiedersi: ma allora perché indossare un'armatura, se si viene infilzati proprio come non avendola? Ecco, capisco che si tratti di fantasia ma per me è come trovarsi di fronte alle dita sulla lavagna della ricostruzione: mi si aggricciano i peli e faccio veramente fatica a non cambiare canale. Credo di non sbagliare se dico che chi è esperto dell'argomento o, meglio ancora, appassionato di rievocazione storica, avrà condiviso esperienze non dissimili.

Ma allora come fare, cosa aspettarsi, cosa dovrebbe accadere?

Se chi scrive/sceneggia si prendesse la briga di documentarsi, si renderebbe conto che non è affatto facile abbattere qualcuno che indossa l’armatura. Perché? Beh, perché l’armatura è fatta e collaudata per proteggere e lo fa bene, è stata affinata in secoli di lavoro di esperti artigiani. Quando le armi sono davvero diventate in grado di perforare le armature, infatti, hanno smesso di usarle: perché portarsi dietro un peso inutile (e molto costoso)?

LA MISCHIA

Ecco, un esempio di quanto sia difficile abbattere guerrieri in armatura ci viene dato da uno sport estremo dei nostri giorni, ispirato ai combattimenti antichi. Vi propongo questo filmato che vede due formazioni (USA e Italia, nemmeno le più forti, per quanto siano tutti in gamba) da 21 persone affrontarsi in mischia per la "Battle of the Nations" (lo scontro vero e proprio inizia al minuto 5):

Questo sport estremo non è una rievocazione storica ma di sicuro rende bene l’idea, perché l’obiettivo dei partecipanti è abbattere gli avversari, non delle comparse, ce ne si rende conto a vedere le mazzate che si danno a tutta forza. Le armi, in questo sport, non sono affilate ma dovete tenere conto di un dettaglio: le armature erano fatte proprio per evitare e attutire i danni. Tagliare o perforare un'armatura richiedeva forza e fortuna. A differenza della scherma storica (che parte dal duello singolo), in una mischia di gruppo probabilmente le cose sarebbero somigliate a questo sport, in assenza di armi da lancio letali come fucili, balestre o archi lunghi.

Notare: prime linee con armi a una mano (mazze, martelli, spade) e seconde linee con alabarde e asce a due mani (per colpire con forza anche da dietro: e che forza!).

LE BATTAGLIE

E nelle battaglie? Anche gli scontri fra uomini in armatura erano meno spettacolari di quanto spesso ci viene proposto. Un esempio di battaglia tra due gruppi da 150 persone (in totale 300 guerrieri in armatura che si menano), con tanto di inquadrature dall'alto che permettono di vedere l'evoluzione sul campo:

Noterete come le cose sembrino quasi statiche: non una congerie di duelli singoli nel caos (alla "Braveheart"), almeno finché la formazione regge, bensì due file che si spintonano con saltuarie vittime, supporto dalle seconde linee e riserve pronte a colmare i varchi. Ma (come diversi casi storici dimostrano) quando si arriva alla bolgia in stile film, tutto è in vacca.

Da notare come combattere sia estremamente faticoso: pestarsi con la forza con cui un fabbro ferraio batte il metallo ha un prezzo. Invece a volte vediamo Lancillotto che sembra uscito da un videogame di samurai (sì, è "il primo cavaliere", che Thor possa perdonare chi ha pensato che dei guerrieri in armatura possano tendere un'imboscata ninja immersi con armatura metallica in un gelido lago britannico senza morire di ipotermia in dieci minuti).

In battaglia, cose come superiorità numerica, disciplina e buon armamento sono valori essenziali, così come la scelta del terreno di scontro. La battaglia in sé, a parità di condizioni, era equilibrata e poco spettacolare, almeno nelle fasi iniziali, finché l'equilibrio non veniva a mancare e spesso ciò giungeva con la fatica. Truppe meglio addestrate reggevano meglio alla fatica, ma guardate voi stessi come persone ben allenate si stanchino in fretta e tentino di recuperare le forze durante lo scontro. La stanchezza è molto evidente nel round 2 dello stesso scontro (al punto che talvolta le linee non si affrontano nemmeno in mischia ma si fronteggiano e si provocano, scontrandosi episodicamente):

Notare la differente scelta di scudi (piccoli a "rotella" o grandi) delle prime file nei vari team. Formazioni schierate per nazione rendono anche l'idea di quanto fosse importante non rischiare di avanzare per rimanere isolati, di attendere che la formazione potesse restare coesa e chiusa. E notate le vere distanze di combattimento (scusate, Immacolati, ma non sareste andati davvero molto distanti con la tecnica di massa che ci viene mostrata nella serie, non contro veterani in armatura ben addestrati: avreste dovuto essere schierati a falange, perché Alessandro Magno e gli scozzesi a Stirling sapevano il fatto loro; Martin, che lo sa, non si era spinto così avanti da farli agire come Achille in Troy nel duello contro Ettore, nei romanzi, a differenza di alcune scene visive della serie TV).

Non a caso si cercava di scompaginare le file avversarie: a formazione rotta, l'effetto diventava devastante. Se leggete gli esiti di molte battaglie, vedrete l'estrema disparità di perdite. Da un lato il 5-10%, dall'altra oltre il 70%, talvolta anche il 90% (se andavano in rotta). Ovviamente per ricostruzioni davvero accurate non restano che i libri di Storia, comunque il "battle of the nations" resta una delle poche occasioni per vedere gente che tenta davvero di abbattere i nemici e non semplicemente simulare una battaglia.

LE SERIE... DI SERIE A e B

Non voglio montare su una sorta di gogna tra serie belle o brutte, perché questo è solo uno degli aspetti di un'opera. Inoltre sotto questo aspetto devo ammettere che alcuni prodotti televisivi si sono dimostrati migliori di altri, come Vikings o The Last Kingdom (magari non impeccabili, ma di certo non pretendiamo che lo siano, non sono documentari). Con disappunto, da fan della serie, il Trono di Spade ricade quasi sempre nel 'bias' delle armature di carta, ma è in buona compagnia (tra i peggiori ricordiamo produzioni a basso costo destinate ai giovanissimi come "La spada della verità" -con i suoi cattivi vestiti in tute sadomaso- o "Shannara" -anche se questa serie pagava pegno soprattutto per le distanze variabili da episodio a episodio, a volte tre episodi per arrivare da A a B, poi in un episodio si va da A a B istantaneamente due o tre volte come fosse la casa del vicino... Ma questo è un altro argomento).

CONCLUDENDO

C'è ampia documentazione storica, ottime pubblicazioni (ad esempio quelle snelle e illustrate della Osprey) cui si può attingere. E su YouTube troverete tutorial per qualsiasi cosa, incluse le battaglie. Come questo:

Quindi, se scrivete fantasy, vi invito a non commettere almeno questo errore e prestare un minimo di attenzione a cosa fate: se mettete un'armatura, fate in modo che sia utile, oppure non mettetela affatto.

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