Ridere coi Supereroi


Si può ridere con i supereroi? La risposta è: assolutamente sì!

Devo ammettere che ero piuttosto deluso dalle serie TV con i personaggi della DC Comics (Batman, Superman, Flash, Arrow, Acquaman, Wonder Woman, ecc.), un po' troppo infantili per i miei gusti personali. Le serie TV Marvel invece sono di ottima qualità. Mi hanno impressionato molto meglio dei film, di sicuro (con l'eccezione di "Deadpool", che ho davvero gradito), dove DC e Marvel invertono i ruoli (mi sono piaciuti il Batman del "Cavaliere Oscuro" e l'Acquaman interpretato dal mitico Jason Momoa, molto più della deludente serie dedicata agli Avengers, davvero un po' troppo lineare e prevedibile).

Ma se le serie TV marchiate Netflix-Marvel mi fanno capire che i buoni sceneggiatori e registi ci sono, è solo che sono stati relegati in un sottoscala per troppo tempo, è anche vero che sono a volte davvero pesanti dal punto di vista emotivo: le prime stagioni di Jessica Jones, Daredevil, Cloak & Dagger e The Punisher sono davvero notevoli (e consigliate) ma dopo ogni episodio, prima di mettermi a letto, sentivo la necessità di guardare qualcosa di più leggero, una sorta di "defaticamento".

Come premesso, quindi, ero deluso dai personaggi DC in TV, ma solo fino a quando mi sono imbattuto in questa sorprendente serie intitolata "Powerless" in cui i protagonisti non sono tanto i supereroi quanto le persone comuni che abitano le città "infestate" da supernemici e regolarmente demolite da scontri tra supereroi. "Powerless" è una serie di 12 episodi che iniziano a farmi ridere già dalla sigla, in cui i protagonisti vengono inquadrati in versione "a fumetti" mentre tentano di salvarsi dagli scontri tra supereroi e supernemici.

Godibili, divertenti, non scontati, gli episodi di "Powerless" sono il defaticamento ideale dopo una toccante e impegnativa puntata piena di pathos (ben scritto e ben interpretato) di un episodio di "Cloak & Dagger".

Poi c'è "The Tick" ("La zecca"), la mia serie preferita di sempre. Il personaggio nasce nei fumetti ed è davvero surreale. È infatti pressoché invincibile, eppure non ha grandi doti intellettive (anzi, è il contrario) e per poter interagire col mondo in maniera significativa ha bisogno della sua spalla, l'uomo falena. "The Tick" non ha memoria a lungo termine di sé e ciò lo getta ogni volta in gag esilaranti.

Anzitutto voglio premettere che "The Tick" ha due serie diverse, disponibili su Amazon Prime: una (del 2002) ha come protagonista Patrick Warburton. Pur essendo un bravissimo attore, la serie del 2002 è però una sorta di "web-serie a basso costo" in una sola stagione, tutta basata sui dialoghi, priva di azione e girata in un unico teatro di pose come una sitcom poverella. Si può vedere oppure no, non è collegata a quella del 2016 di Amazon (se non per il fatto che Patrick Warburton è tra i produttori anche di quella nuova). Ha dei momenti di pregio, ma francamente non è proprio che sia memorabile.

Ben diversa la questione che riguarda il nuovo "The Tick": il genio del male ha un piano davvero geniale (il migliore che ho visto di un villain di supereroi dopo quello di "Watchmen"), gli attori sono bravissimi, gli effetti speciali davvero ben fatti, le risate assicurate e intelligenti, i cliché sono intenzionalmente rotti e scoprirla ha portato una ventata di freschezza nelle serate che dedicavo a questo genere.

Un tocco di genio è il narratore, la voce fuori campo che commenta i momenti clou, ma ogni dettaglio, da fotografia, sceneggiatura, musica, è al posto giusto, Ironia e divertimento. Se vi piace ridere, se vi è piaciuto "Deadpool" o "Antman", "The Tick" vi porterà a un livello se possibile ancora superiore, a mio avviso. E la buona notizia è che, per una volta, abbiamo più di una stagione: ad aprile 2019 arriverà infatti la seconda stagione di "The Tick", per gli utenti di Amazon Prime (speriamo sia all'altezza della prima)!

Buon divertimento!

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