Mille colori, un colore, nessun colore

08/07/2018

 

E non puoi girare con la maglia rossa che sei automaticamente "comu" (e no, non lo sono), e non puoi girare con la maglia nera che ti dicon che sei "fascio" (non vi dico che io son pure pelato, cacchio, ma no, non lo sono), l'arcobaleno è preso, il verde pure (Lega o Primavera Araba, pensa che accostamento), il blu anche, il rosa figuriamoci (con una gradevole variante durante il giro d'Italia, altrimenti credono che tifi Palermo o ti danno del frocio).

 

E se sei a Roma (mi è capitato lì, per quello che la uso come esempio) durante il derby fai attenzione ai colori che indossi che anche se del calcio te ne sbatti il cazzo ma per caso ti imbatti negli ultrà devi fare attenzione a non avere casualmente abbinamenti di colori della squadra sbagliata (questa poi è davvero complicata dato che sono tante le "squadre sbagliate", se per caso sei in tempo di partite importanti, cosa che io non noto spesso dato che non ho interesse; per un po' ha fatto parte dei miei pensieri anche se, lo ribadisco, normalmente non sarebbe di sicuro stato tra le mie priorità, dato che del calcio, lo ribadisco in caso sia sfuggito, non me ne frega un cazzo).

 

In Thailandia c'è stato il periodo in cui evitare l'arancione o il giallo, in Irlanda del nord (vent'anni fa) verde o arancione nella domenica sbagliata ed eri nei guai.

 

Mi sono un po' rotto il cazzo (ho già detto cazzo? Sì? Lo dico di nuovo: cazzo), ve le allego tutte, tanto mi fanno cagare le persone superficiali che ragionano a slogan e si sentono in dovere di aggredire (fisicamente e/o verbalmente) quelli che non la pensano come loro, di qualunque colore siano (o si presuma siano: per ragioni che mi sfuggono, tutti pensano sempre che io sia della parte politica o della squadra/fazione/valvassino differente).

 

Tendo a cercare le imperfezioni, perché quando qualcosa (una proposta, una soluzione, un mito, un partito) sembra troppo bella e perfetta per essere vera è lì che te la prendi davvero nel culo.

 

Forse, a pensarci, se uno di questi fanatici figuri col cervello limitato e i paraocchi si incazza, vuol dire che qualcosa di giusto l'avrò fatta, no? Per citare (parafrasando) Mel Brooks: "se qualche nazista si offende perché l'ho preso in giro" (in 'the producers', n.d.r.) "mi spiace. Anzi, no: che si offendano pure. Come fai a prendere sul serio gente che dice che un'intera razza va sterminata? Non puoi che ridicolizzarli perché se non ci fossero di mezzo i morti il loro modo di ragionare sarebbe davvero ridicolo e basta."

 

La politica infiamma gli animi, accende le discussioni. Va bene, è inevitabile che sia così. Ma non perdete il focus delle cose: se qualcuno non la pensa come voi non importa quanto sia testa di cazzo, non siete automaticamente autorizzati a comportarvi in modo aggressivo. Contate fino a dieci, riprendete il controllo e mandatelo a quel paese, è nel vostro diritto. Aggredirlo (fisicamente o verbalmente) no, non lo è.

 

Non torniamo nel 1938.

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