Morte e malattie nei secoli passati

Quando si parla dei secoli scorsi, o si scrive di essi, come faccio io, non si può evitare di interfacciarsi con la quotidianità della morte. Per farsi un'idea della mortalità precoce e come le malattie incidessero pesantemente nei secoli precedenti, prendiamo una comune famiglia europea, nel centro del mondo, né ricca, né povera, né particolarmente sfortunata rispetto i contemporanei.

Alois e Klara vissero a cavallo tra fine 800 e primi del 900 (più o meno l'epoca dei romanzi del ciclo "Le Ombre di Marte", ma anche di molti altri, specialmente nello ‪‎Steampunk‬ e nel ‪‎Dieselpunk‬). Appena sposati misero al mondo i primi due figli, ma al tempo i vaccini erano limitati a poche malattie e comunque "l'immunità di gregge" era impossibile, essendo basso il numero dei vaccinati (per averla serve almeno il 95% di popolazione vaccinata).

I farmaci erano perlopiù semplici pozioni o rimedi naturali, spesso di scarsa efficacia, quando non nulla.

I due bambini, Gustav ed Ida morirono di difterite. Naque Otto, il terzogenito, ma morì subito pure lui. Poi vennero gli altri 3 figli, ma nel 1900 morì di morbillo Edmond, il penultimo nato.

La stessa Klara, già vedova per la morte di Alois (a 66 anni, sembra per una emorragia polmonare), fu colpita dal tumore al seno, una sorte terribile all'epoca, tra sofferenze atroci e tentativi di cura artigianali, spirò a 47 anni.

In questo tragico e comune destino di quel tempo, chi pensa che vi possa essere una sorta di piano o giustizia superiore si dovrebbe ricredere: batteri e virus non hanno morale, non distinguono tra umani meritevoli o malvagi.

Solo 2 figli su 6 sopravvissero, Paula la più piccola, e proprio il cagionevole e malaticcio quartogenito di Klara Pölzl e Alois Hitler, il giovane Adolf...

Perché questa è una storia vera.

Ma quanto era l'aspettativa di vita?

Anche in passato c'era chi diventava anziano, tuttavia l'aspettativa di vita era bassissima rispetto ai canoni attuali.

Per fare un esempio, più legato alla Storia antica (ma scrivo anche di fantasy, che spesso si ispira proprio ad epoche antiche) nell'antico Egitto, Ramses II morì a oltre 90 anni (parrebbe per via di un'infezione conseguenza dei numerosi ascessi dentali) ma sopravvisse a 15 dei suoi figli e il sucessore (divenuto Faraone a 50 anni) visse solo altri 4 anni, perché anche tra i faraoni (che disponevano delle cure migliori per l'epoca) la mortalità era elevata. La popolazione comune della città di Amarna, come emerge dall'analisi dei resti rinvenuti nella necropoli della capitale di Tutankh-Amon e Akenathon, viveva in media tra i 25 e i 35 anni.

Per i greci, giungere a 60 anni significava "essere stato dimenticato dagli dei". L'aspettativa di vita nell'inghilterra medievale era di appena 22 anni. Lebbra, peste, vaiolo, sifilide, colera, tifo, difterite, influenza spagnola, le malattie letali di massa sono sempre state compagne dell'umanità, da sempre. E così troviamo papi sifilitici, re lebbrosi che combattono le crociate in armatura nera, portando "il lutto di se stessi", comunità che si isolavano per evitare il contagio, e l'invenzione della guerra batteriologica (durante l'assedio della città genovese di Caffa, in Crimea, i mongoli gettavano cadaveri di appestati con le macchine da assedio; le navi dei profughi di Caffa, rompendo la quarantena della Repubblica di Genova, portarono per prime la peste in Europa occidentale).

Nel XIX secolo le foto di famiglia in cui compaiano tre generazioni insieme (nonni-figli-nipoti non infanti) sono rare, perché spesso i nonni non vedevano i nipoti diventare adolescenti, nonostante i matrimoni contratti in giovane età. Nel periodo rivoluzionario, in Francia morivano oltre 10mila persone l'anno solo di vaiolo (la qual cosa convinse Napoleone a creare la prima vaccinazione di massa obbligatoria della Storia, cosa che ridusse la mortalità per vaiolo del 90% nel giro di una sola generazione).

Le "ruote degli esposti" ci sono d'aiuto per ricostruire la situazione infantile a cavallo tra XIX e XX secolo.

Un esempio: i cognomi con quella origine, come Esposito, Degli Esposti, Di Dio, Pregadio, Pautasso, Brambilla e moltissimi altri a seconda della zona) sono addirittura il 50% della popolazione italiana. Per avere però idea di quanti di loro raggiungessero l'età adulta, servono altri dati. Nel 1912 gli orfani irlandesi avevano l'80% di probabilità di morire prima di compiere 11 anni (come emerge dai dati che portarono alla rivoluzione irlandese) e non solo per l'oppressione britannica ma anche per l'oggettiva carenza di risporse, la diffusione delle malattie, il grande numero di orfani o di bambini abbandonati. A questo vanno aggiunti i livelli di criminalità (e di efferatezza dei crimini, come si evince dai giornali delll'epoca) cui oggi non siamo più abituati (e meno male, permettetemi di dirlo).

Riassumendo, qualcuno arrivava a diventare anziano, quindi, ma il problema è quanti ci arrivavano, non se ci si arrivasse.

E' importante ricordarsi di queste cose quando si analizza la violenza, la morale, la religiosità, il fatalismo, la rabbia repressa di chi viveva in quelle condizioni. Ciò contribuisce a spiegare anche il successo letterario del gotico, dei Penny Dreadful inglesi, o la necessità di procurarsi cadaveri per migliorare la scienza medica.

Ho citato dati provenienti da diverse realtà perché il mio scopo non è fare una lezione di Storia (dovrei citare le singole fonti, in quel caso e sì, sono pigro, lo farò in un secondo tempo, se sarà necessario), bensì chiarire come per scrivere dei secoli passati serva una certa ricerca storica anche se si scrive letteratura fantastica.

Bisogna sapere anche quando e quanto distanziarsi dalla Storia.

A presto, vi lascio con la foto dei primi due di cui ho parlato sopra, Alois e Klara.

(quanto scritto qui è anche estratto da un post di Marco Filippi sulla famiglia di Alois e Klara sulla pagina facebook del CICAP, clicca qui per il post originale, non voglio farmi bello con le piume di altri quanto parlare di un argomento interessante, che ho solo espanso)

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