America Star Books e gli squali di internet

12/10/2014

Oggi mi sono imbattuto nel post di una persona che stimo, su Facebook, che mi ha dato lo spunto per un avvertimento, diretto a tutti gli scrittori in cerca di un editore.

 

AMERICA STAR BOOKS E GLI SQUALI DI INTERNET

Siete scrittori? Difendetevi da chi vuole approfittarsi del vostro sogno. A chi mi riferisco? A una particolare  lettera di SPAM(1) che circola di questi tempi, proveniente da un sedicente editore americano interessato a tradurre le vostre opere. 

 

Si tratta di "America Star Books", una trappola per entusiasti, come certi vecchi editori italiani che proponevano "se ti paghi l'edizione ti porto al salone di Francoforte e di Torino" (che non avresti mai visto). 

 

Mi imbattei per la prima volta uno di questi editori quando propose la pubblicazione a mio fratello, ormai più di trent'anni fa. Quasi 4 milioni di lire per un libro che nessuno avrebbe visto nelle librerie (come dire 7mila euro di oggi, paragonando il potere di acquisto). Fortunatamente non cadde nella trappola e trovò un altro editore, più serio, ma documentarsi ci aprì gli occhi.

 

Quando ero editore io stesso (1993-2001) ne incontrai un paio (uno dei quali ha chiuso da tempo, dell'altro non so nulla) che mi spiegarono come si fa a fare "soldi facili" coi sogni della gente. Non commenterò sulle persone con cui parlai, ma avevano un'immagine professionale e pulita, un linguaggio semplice e adeguato (o nessuno ci sarebbe cascato), come dei "con artist" per dirla all'americana. Ed erano davvero editori, non lo erano per finta, quindi non li si sarebbe potuti denunciare facilmente, a differenza di coloro che truffano i pensionati fingendosi funzionari di qualche genere. 

 

Ora il mondo digitale rende la cosa ancora più facile e "apparentemente appetibile" per le potenziali vittime. E' arrivata anche a me la lettera di "American Star Books" ma siccome subodoravo che se una cosa è troppo bella per essere vera è, appunto, troppo bella per essere vera, ho indagato un paio di giorni e scoperto (senza troppa difficoltà, devo dire) che hanno centinaia di cause e class-action nei loro confronti e che hanno già cambiato nome almeno una volta. Le loro traduzioni sono di tipo automatico (che chiunque si potrebbe fare pure da solo, ma non ne vale assolutamente la pena, sono illeggibili)(2) non costeranno ma, non appena vi rendete conto che sono una merda, vi fanno pagare cifre astronomiche per correggerle, con scuse idiote. O almeno così dicono i forum, ma le voci sono troppo unanimi per correre il rischio. Io gli risposi chiedendo come pensavano di effettuare le traduzioni, quanti editor e se fossero di madrelingua, attendo ancora una risposta che non sia "tu firma il contratto che poi vediamo". C'è da dire che la loro "vetrina" è fatta di libri ben tradotti, ma è come mettere una banconota vera sopra la carta straccia per far sembrare che ce ne sono molte, uno dei trucchi più abusati nei film.

 

Metto in guardia sempre tutti da queste situazioni: se credete nel vostro libro potete evitare gli squali e fare tutto da voi, i mezzi ci sono e NON COSTANO NULLA (gente seria come Createspace, Kindle Direct Publishing o Lulu). Sarà la gente a dire se siete bravi o no, a comprarvi e leggervi oppure no. Ma fate attenzione alle truffe come "American Star Books" (& affini)! E lasciate che gli editori seri facciano le proprie scelte: a volte sbaglieranno (Montanelli raccontò come qualcuno rifiutò anche Vitaliano Brancati, autore di un capolavoro come "il bell'Antonio", all'inizio, ma non è l'unico), però molti editori fanno un lavoro eccellente per diffondere gli scrittori italiani e la loro opera andrebbe rispettata, anche quando il rifiuto lo riceviamo noi.(3)

 

Karl

 

 

NOTE

(1) SPAM: sì, proprio come "sono il figlio del presidente della Nigeria e devo riciclare del denaro..." (a patto che paghiate voi le spese) o "enlarge your penis" (c'è chi ci casca ancora, sigh!) o ancora "avete vinto alla lotteria", ma una a cui non avete giocato. Si chiama "Phishing". Un po' come il gioco delle tre carte per strada: tutti sanno che è solo una truffa, eppure c'è sempre qualcuno che "segue il sogno" e ci casca.

(2) Provate a tradurre un testo lungo con Google translate e poi a ritradurlo e ne avrete una vaga idea, oppure ascoltate come vengono tradotte in italiano le canzoni straniere, ad esempio questa (Bohemian Rhapsody tradotta automaticamente e ri-cantata da Sio, che ne ha fatto un video divertentissimo): https://www.youtube.com/watch?v=Yj759B4-h4k

(3) Ogni anno in Italia vengono pubblicati decine di migliaia di libri, centinaia dei quali da autori esordienti. Non è che se rifiutano proprio il nostro è perché ce l'hanno con noi.

 

 

 

Fonti, link e breve riassunto:

 

America Star Books una volta si chiamava PublishAmerica, il sito di questa casa editrice (che ha cambiato ragione sociale per via di diverse class action e cause per truffa) ora rimanda ad A.S.B.

 

La società pubblica indiscriminatamente tutti e se apparentemente non chiede nulla e offre diritti, è vero che sottoposti a test hanno accettato persino manoscritti in cui il primo capitolo era scritto e il resto era testo riempitivo qualsiasi, senza verificarli.

 

Ma allora su cosa guadagnerebbero? La tecnica sembrerebbe essere la seguente, in accordo ai vari forum in cui mi sono imbattuto: traducono e pubblicano un romanzo con un traduttore automatico, nel contratto non è speciicato che non lo possono fare, quindi i diritti diventano loro. Se ve ne volete riappropriare o se volete una traduzione che non vi faccia sfigurare, dovrete pagare (ho sintetizzato forse troppo).

 

Persino wikipedia in inglese mette in guardia: http://en.wikipedia.org/wiki/America_Star_Books

 

Altre informazioni su questa sospetta casa editrice su un sito di consumatori: http://www.consumeraffairs.com/misc/publish-america.html

 

Sul blog di questa scrittrice sono riassunte molte informazioni in cui ci si può imbattere in rete: http://www.victoriastrauss.com/2014/02/01/publishamerica-is-now-america-star-books/

 

Io sono stato al gioco, per verificare di persona, e dopo diversi contatti (in cui mi chiedevano sempre di firmare, gli ho proposto diversi titoli e mi hanno chiesto di firmare prima il contratto, non gli interessava quale titolo avrei voluto pubblicare) gli ho chiesto la procedura: quanti traduttori? Erano madrelingua? E quanti editor? Mai più sentiti.

 

Ognuno decida per sé, ma tenete presente che hanno decine di cause in tribunale negli USA e delle class-action, leggendo le informazioni in rete.

 

Quando una cosa sembra troppo bella per essere vera, probabilmente è proprio così. 

 

 

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